Abstract
Di là dallo stile personale, su cui si è insistito molto. Oltre le variopinte sub-culture che sembrano cristallizzarsi in ideologie nel “discorso” trumpiano: negazionismi, complottismi e quant’altro. Lontano da un panorama mediale dominato dalla disintermediazione mediatica e, quindi, dal peso dei social media che ha raggiunto ormai, per limitarci all’orizzonte democratico, “i 374 messaggi l’ora”, come nota l’humour columnist Alexandra Petri sul “Washington Post”1, peraltro ancora insufficienti nel determinare la vittoria di Kamala Harris.Informations
- Issued: 18/02/2025
- DOI: 10.19246/DOCUGEO2281-7549/202403_54
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