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Promoting socio-cultural integration through a sustainable proximity tourism: the case of Pisino and its surroundings. – Istria is a historical region, stretching from the Gulf of Trieste and the Gulf of Quarnaro in the Adriatic Sea and the Julian Alps and the Dinaric Alps. Nowadays it is politically subdivided in three State entities; the largest part beloning to Croatia, the rest to Slovenia (mainly some cities in the coast) and to Italy (mainly the municipalities of Muggia and San Dorligo della Valle). In the past, this territory has been home for many different populations and object of many territorial disputes. This heavy cultural heritage has often caused difficulties of socio-cultural and economic integration.
Pasin, with approximately 9000 inhabitants, is the administrative main city of the region. Located in the centre of Istria, it has been isolated for a long time. Now improvements in transport infrastructure allows it to open to a niche tourism, based on its cultural heritage and its natural attactivenesses.
This paper analyses how a sustainable proximity tourism promotion in the region can contribute to understand the cultural differences, but also the common roots of the people now living in this territory, fostering social and economic development.

La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.

L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.

Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.

Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.