Risultati per " Luogo"

Il turismo è cambiato: tutti lo pensano, è quasi un luogo comune. Ma che vuol dire, esattamente, questa espressione? E come aggiornare i nostri orizzonti conoscitivi in materia, le nostre competenze professionali?

‘Operazione Strade Sicure’ e la Militarizzazione dello Spazio: Una Prospettiva Critica Sulla Sicurezza Italiana nel Post-11 Settembre. – I temi del militarismo e della militarizzazione hanno recentemente generato una spiccata crescita di interesse nel campo degli studi sociali. Partendo da un’analisi concreta dei modi in cui lo spazio civile italiano è stato militarizzato con “Operazione Strade Sicure” (OSS), questo contributo esamina la militarizzazione dello spazio generata dall’approccio italiano di sicurezza nel post-11 Settembre, focalizzandosi in particolare sulle interazioni tra attività militari e spazio civile cui ha dato luogo OSS, e ne discute l’impatto sociale in termini di diffusione del militarismo - inteso come un’ideologia che mette la violenza al centro dello sviluppo delle relazioni sociali.

Verso un urbanismo a rifiuti zero: un manifesto per un futuro sostenibile. – Le città sono il principale luogo di produzione e consumo di rifiuti, nonché di rapida urbanizzazione. Questo articolo prende in considerazione la tradizione rifiuti zero, guardando in particolare alle città rifiuti zero, e mettendola in dialogo con le tradizioni critiche, in particolare con l’ecologia politica urbana. L’urbanismo rifiuti zero viene presentato come una nuova prospettiva e un invito all’azione, non solo per progettare città migliori, ma anche per cambiare la società e rielaborare i sistemi politici. Ponendo le sue domande chiave quelle che interrogano il potere, l’urbanismo rifiuti zero radicalizza l’approccio rifiuti zero, sviluppando nuovi modi di esplorare la realtà proponendo una visione ricostruttiva per creare futuri urbani sostenibili. In tal modo, questo lavoro mira a raggiungere sia i professionisti di rifiuti zero, sia i ricercatori interdisciplinari che gli attivisti-ricercatori.


Towards a Configurative Geography of the Gilets Jaunes: Weak Values and the New Social Pacts. – This article will focus on the territorial dimension of the Gilets Jaunes, taking as their geographic formation par excellence that of the roundabout. A community, political, emotional space of solidarity. But also a political space, in its own way original and surprising. Why do the “jaunes” create topoi? Why is their geography configurative and emotional, one which cannot be simply mapped? What in the last resort, do the GJ want by occupying the limelight so persistently? Why do they do so and what are they aiming at?


La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.

L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.

Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.

Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.