La bulimica saggistica che si è esercitata su Kafka è riuscita nel difficile compito di mancarne l’ossessione per lo spazio. Che sia misero e angusto come quello dei solai tribunalizi del Processo, che sia quello sconfinato della Cina imperiale, dappertutto i personaggi scontano la loro inadeguatezza rispetto al mondo irrigidito e degradato che Kafka descrive.