The Drift of Antonio Snider Pellegrini. Travels, Enterprises, Inventions
The glocalism of Tor Bella Monaca peripheral conversations about a city that no longer exists
Because anthropology helps us to do politics (and to live better)
Recesnsione aÂ
Franco Farinelli e Luciano D’Angelo, La lezione dell’Abruzzo, L’Aquila, Textus Edizioni, 2019.
La Geografia e il nuovo. – La Geografia, “condannata” all’oggi, al presente, da uno statuto disciplinare che la vorrebbe impegnata nella lettura del mondo qual è, mentre il mondo si restringe, si rattrappisce o, addirittura, si barrica nell’angustia dell’hic et nunc, si presta ad interpretarne le modificazioni. Mentre il mondo appare sempre più come la dilatazione del presente e come tale viene letto e interpretato, con la distanza annullata e l’altrove dismesso, la Geografia può, a buon diritto, rivendicare di essere il sapere più attrezzato per dare profondità di conoscenza all’incontro con il nuovo. Il presente contributo intende mostrare come, in particolare, la Geografia culturale sembri connettere bene il notum al novum, il mundus notus al mundus novus, a dar conseguenza, cioè, alla brama di sfondare il muro del tempo.
È ben noto come il processo di urbanizzazione degli abitanti del pianeta coincidente con la prima rivoluzione industriale abbia proceduto a ritmi serrati e come negli ultimi decenni, in parallelo con le trasformazioni della produzione di beni e servizi, e della sua articolazione a livello geografico, abbia subito una ulteriore straordinaria accelerazione con proiezioni di medio periodo dello stesso segno.
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Con il presente fascicolo, documenti geografici cambia veste, passando da
quella cartacea alla digitale...