Risultati per "Impatto ambientale"

Cinque Impatti Ambientali di Ampia Portata del Conflitto Attuale in Ucraina. – Nel 2013, il presidente ucraino Viktor Yanukovych tentò di rafforzare i legami con la Russia, provocando proteste che sfociarono nel conflitto nell’Ucraina orientale e nell’annessione della Crimea da parte della Russia. Nel febbraio 2022, la Russia ha avviato un’invasione su larga scala, scatenando una guerra totale. Questo documento si propone di valutare i cinque effetti più devastanti che il conflitto tra Russia e Ucraina ha sull’ambiente, con particolare attenzione alle conseguenze su ecosistemi e biodiversità, risorse idriche, qualità dell’aria, infrastrutture, e ai rischi radiologici e nucleari. La ricerca utilizza un approccio misto, basato principalmente su analisi qualitative e comparative, con l’integrazione occasionale di analisi geospaziali. I primi risultati indicano un grave degrado ambientale, legato all’inquinamento causato dalle attività militari e ai danni alle infrastrutture. In conclusione, si sottolinea l’urgenza di affrontare le conseguenze ambientali del conflitto per promuovere la sostenibilità nelle aree colpite.

Indici climatici e turismo di prossimità invernale nell’ambiente montano: una revisione della letteratura. – Come ben noto, il turismo di prossimità guadagna terreno come trend emergente nell’era post-pandemica, con un numero crescente di persone che scelgono destinazioni a breve distanza dalle aree urbane. In questa dinamica, le zone montane e alpine diventano luoghi privilegiati per coloro che cercano un rifugio dalla città, spingendo gli addetti ai lavori a valutare con attenzione l’impatto di tali flussi sul tessuto economico e ambientale locale.
Al contempo, il cambiamento climatico presenta nuove sfide per il turismo montano, in particolare quello invernale, influenzando negativamente l’af-fidabilità delle stagioni e la disponibilità delle risorse naturali. Queste mu-tazioni richiedono una risposta strategica da parte delle destinazioni mon-tane, che devono riconsiderare e adattare le proprie offerte turistiche alle nuove condizioni climatiche.
Risalta, in questo contesto, l’importanza di strumenti di misurazione come l’Holiday Climate Index (HCI) e il Climate Index for Tourism (CIT) uti-lizzati per valutare la propensione climatica al turismo di una certa località. Questi indici tengono conto di variabili quali temperatura, precipitazioni e vento per determinare la periodicità ideale delle visite turistiche, orien-tando di conseguenza i flussi di prossimità.
È altresì noto come per i ricercatori, i tecnici ed i “policy-makers”, che si occupano della resilienza delle destinazioni montane nel nuovo scenario climatico globale, sia essenziale un rigoroso inquadramento bibliografico.
Questo articolo intende, quindi, catalizzare l’attenzione dei climatologi e degli esperti di turismo sostenibile sulle necessità di una rassegna della let-teratura che sia quanto più accurata e approfondita e che indaghi l’interconnessione tra clima, indici di prossimità turistica e strategie future per l’economia montana. Si pone l’obiettivo di offrire una fotografia chiara degli strumenti disponibili, dei casi di studio rilevanti e delle opportunità che attendono il settore nel breve e medio periodo. Questa ricerca eviden-zierà, infine, le principali aree di ricerca da sviluppare, gettando le basi per
politiche turistiche lungimiranti che assecondino l’evoluzione delle neces-sità turistiche e la tutela degli ecosistemi montani.

Environmental impact and industry: the case of the cement-based plants of Colleferro and Guidonia. – Colleferro and Guidonia are two Lazio municipalities of the metropolitan city of Roma Capitale, linked to an industrial vocation, in particular that of cement. The first with the Italcementi pozzolana company, the other with the Buzzi Unicem cement plant. They are important factories because of the effects on local employment and economy. The two cement plants have adopted the best technologies available in favor of the environment and health, effectively reducing the production of polluting dust and CO2, but a more accurate study of the health evidence produced over time is needed.This case study can provide useful qualitative-quantitative indicators concerning the complex industry-environment-health relationship in two different contexts, even if they fall within the same regional reality.