Risultati per "cartografia"

Recensione di: ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CARTOGRAFIA ANTICA «ROBERTO ALMAGIA'» (a cura di), Bari e il suo mare dal Rinascimento al Novecento. La rappresentazione cartografica e le vedute della Terra di Bari. Gioia del Colle (Bari), «Roberto Almagià» Associazione Italiana Collezionisti di Cartografia Antica, 2022

Literary cartography: mapping Italy in the Divina Commedia. – The present contribution aims to collect the non-diegetic geographic-literary-visual elaborations inherent to the Divine Comedy taking into account two perspectives: that of “static” maps that re-propose the places of the Divine Comedy. And that of digital maps and computational initiatives proposed in alternative visual forms, taking advantage of modern virtual tools. Such innovative tools have made it possible to overcome a number of methodological limitations inherent in traditional cartography, and thus the information “loaded” onto the virtual map is greater in quantity, not
presenting the limitations, in terms of size, with which static maps are characterized instead.

Fast mapping of the avalanche tracks on the Southern side of Malacoste (Gran Sasso Range, Abruzzi) for a better knowledge of environmental risk. – This note shows the results of a research, conducted in the Gran Sasso area, on the risk of avalanches and related territorial consequences. The study is based on a geological and geographic approach and uses techniques of fast mapping and field research. It was possible to identify the traces of 85 events that occurred between 2007 and 2017, which are many more than those officially registered. This made it possible to specify, at least for the type of wet-snow avalanches, the areas most subject to the phenomenon and highlighted the environmental risks and possible dangers for the visitors in the area. Therefore, it provided useful indications for a more prudent management of risk and better territorial planning.


Cartography as a symbolic operator: the Covid-19 pandemic in Lombardy. – By anchoring itself to cartographic semiosis, the contribution intends to high-light the importance that cartography acquires within the media communication system, with particular attention to its use in the current health emergency. Indeed, cartography is conceived as a symbolic operator capable of actively acting to create knowledge and provide operational requirements in the Coronavirus emergency. Thanks to cartographic semiosis, it is possible to investigates the construction and communication mechanisms relating to the representation of the territory and the implementation of a cybercartography. This kind of cartography, if it is correctly constructed from a semiotic point of view, is an effective tool, through which it is possible to restore the social complexity of the areas most affected by the pandemic. This contribution will be exemplified on the multiscale mapping of Lombardy produced within the CST-DiathesisLab of the University of Bergamo.

Il proposito di regolare il corso del fiume Adige nella contea austriaca del Tirolo risale alla seconda metà del XVIII secolo. Diversi progetti si susseguirono nel corso del tempo e i lavori furono finalmente conclusi entro la fine del XIX secolo.
Nello stesso periodo molti altri fiumi europei - come il Reno in Germania - furono interessati da progetti similari. Le aree paludose non erano soggette a misure catastali, eludendo la tassazione. La loro presenza, poi, ostacolava i movimenti delle truppe e rendeva difficile la costruzione di fortificazioni stabili, perciò pregiudicando l’ordine disciplinato che era necessario per stabilire un moderno stato territoriale. Sin dal Rinascimento lo sviluppo delle tecniche cartografiche assieme al progresso delle inchieste statistiche permise l’attuazione di un nuovo ordine territoriale. Mappe e dati statistici non erano soltanto il mezzo per la realizzazione dei progetti ma divennero lo strumento archetipico di una radicale trasformazione del territorio. Strade e canali rettilinei, terre bonificate divennero la manifestazione materiale delle linee disegnate sulle carte. Non fu un caso che la rettificazione dell’Adige si legò alla costruzione della Brennerbahn, il collegamento ferroviario fra Verona e Innsbruck.
Lo stesso processo riguardò i confini proprietari, amministrativi e politici: lo stato territoriale moderno, infatti, concepì allo stesso modo le grandi opere di bonifica, l’appropriazione del suolo e la determinazione dei confini. Questo articolo esamina i diversi progetti di sistemazione dell’Adige con la relativa cartografia che, nel corso di un secolo, trasfor-marono radicalmente la geografia della Val d’Adige.


The cartography in the press: the case of  La Repubblica e Le Monde. –  This contribution analyzes the role of the cartography inside the press, italian and french. To such intention, have been compared  the cartographic representations, regarding the libyan conflict of 2011, published by two great daily paper, La Repubblica e Le Monde.

  The objective is that to underline how much the culture geographical influence deeply the conception, the production and the cartographic communication.


La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.

L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.

Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.

Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.