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Social organization in space: a case of scientific neighbourliness. – Sociology, as a general science of social relations and interactions, shares with geography a call to work as an accepted consolidation pivot for contributions coming from different fields.
After showing how space as a topic is seen from the micro- and macro-sociological perspectives, the paper is mostly devoted to the Author’s studies on regional small industry development in so-called “third Italy”.
The research methodology includes references to different disciplinary fields, the unifying perspective being the combination of four regulation mechanisms for local economy: market, organization, reciprocity, political exchange.
The same methodology is then applied to Torino, an industrial city undergoing deep transformation. This kind of analysis has proved itself useful when private and public actors were engaged in strategic planning for the city.
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La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.
L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.
Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.
Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.