Risultati per " Geografia del lavoro"

I superlativi geografici come potenziale per il marketing turistico di prossimità? La posizione eccezionale della Montagna friulana nel contesto delle Alpi. – Seguendo un quadro teorico, questo studio vuole identificare e definire i superlativi geografici nelle Alpi friulane. L’obiettivo del lavoro è individuare caratteristiche geografiche uniche, da utilizzare in una politica di marketing del turismo di prossimità – materia studiata consuetamente in ambito di geografia regionale applicata. È il caso, in particolare per la Montagna friulana, di una posizione speciale nel contesto più vasto delle Alpi, che sembra scarsamente valorizzata, e anche poco conosciuta, così come per una serie di ulteriori caratteristiche paesaggistiche, culturali e geografiche in senso lato. A nostro parere, non esiste un’altra regione in cui tante caratteristiche naturali e culturali coincidono in un’area così limitata. Tuttavia, tale straordinaria diversità e ricchezza non si riflettono in un adeguato sviluppo regionale. L’articolo intende così ispirare gli esperti di marketing turistico di prossimità, e cerca quindi di dare un contributo alla teoria e alla prassi dello sviluppo delle aree periferiche.

Informal Work: Proposing a Dialogue between Development Studies and Labour Geography. The Case of East and Southeast Asia. – The paper brings into dialogue selected streams of critical analysis on the ILO concept of informal labour – especially from the fields of political economy and development studies – with some major insights on labour and its transformations from labour geography. Focusing on the case of East and Southeast Asia, and resorting to the multiscalar notion of “labour regime”, the pa-per details crucial actors and devices that underlie specific ways of organ-izing work, its exploitation – and its informalization – in key export industries such as garment and electronics. More specifically, informalization processes are analyzed at the intersection between international capital mobility, the state and labor organizations, and in relation to the capacity of international capital to exploit pre-existing context-specific differentials, especially along the gender and rural-urban axes. Overall, the paper discloses key labour dynamics characterizing pivotal areas of the so-called “global factory”, while more generally highlighting the co-constitutive role that spatial, territorial and scalar configurations play in the processes of labour informalisation.