Risultati per "geografia regionale"

I superlativi geografici come potenziale per il marketing turistico di prossimità? La posizione eccezionale della Montagna friulana nel contesto delle Alpi. – Seguendo un quadro teorico, questo studio vuole identificare e definire i superlativi geografici nelle Alpi friulane. L’obiettivo del lavoro è individuare caratteristiche geografiche uniche, da utilizzare in una politica di marketing del turismo di prossimità – materia studiata consuetamente in ambito di geografia regionale applicata. È il caso, in particolare per la Montagna friulana, di una posizione speciale nel contesto più vasto delle Alpi, che sembra scarsamente valorizzata, e anche poco conosciuta, così come per una serie di ulteriori caratteristiche paesaggistiche, culturali e geografiche in senso lato. A nostro parere, non esiste un’altra regione in cui tante caratteristiche naturali e culturali coincidono in un’area così limitata. Tuttavia, tale straordinaria diversità e ricchezza non si riflettono in un adeguato sviluppo regionale. L’articolo intende così ispirare gli esperti di marketing turistico di prossimità, e cerca quindi di dare un contributo alla teoria e alla prassi dello sviluppo delle aree periferiche.

La ristrutturazione del qanatscape come infrastruttura verde-blu-culturale delle città storiche nella regione arida dell’Iran. – Un’infrastruttura rispettosa dell’ambiente ha creato la civiltà delle terre aride dell’Iran circa 3000 anni fa, il sistema idrico Qanat, una struttura creata dall’uomo che consiste in tunnel sotterranei che partono da falde acquifere alluvionali alla testa delle valli e che conducono l’acqua su lunghe distanze usando la gravità per irrigare le terre aride e piatte. Una visione olistica di un paesaggio basato sui qanat crea il termine “Qanatscape” per concettualizzare le caratteristiche paesag-gistiche uniche dei qanat, dalla scala del sito alla scala intermedia, il tutto nel contesto della scala regionale. Rivitalizzare il modello del Qanatscape significa scavare nell’ordine, nella gerarchia, nell’uso del suolo e nel ciclo ottimale dell’acqua e trovare un modo per migliorare lo sviluppo sostenibile e la qualità del paesaggio quotidiano.
Yazd è un caso di studio degno di nota in quanto si è evoluto dal modello del Qanatscape. Il paesaggio di Yazd è stato esaminato attraverso narrazioni orali e analisi/interpretazione di immagini di vecchie mappe, foto aeree e immagini satellitari periodiche per scoprire il modello. Infine, attraverso una ricostruzione critica, il Qanatscape viene proposto come infrastruttura “verde-blu-culturale” di città e villaggi storici aridi dell’Iran. Il modello può servire come modello per un uso più sostenibile dell’acqua in Iran, producendo cibo, qualità della vita e un senso di appartenenza e identità, soprattutto di fronte al cambiamento climatico.

La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.

L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.

Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.

Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.