Risultati per "identita'"

Ai margini delle mappe: appunti preliminari per uno studio sulla pluralità dell’isola di Alicudi. – L’articolo analizza l’insularità contemporanea di Alicudi, l’isola più occidentale dell’arcipelago eoliano, integrando prospettive geografiche, storiche e culturali. Viene evidenziato come le rappresentazioni esterne – in particolare quelle presenti nei resoconti di viaggio del XVIII e XIX secolo – abbiano contribuito a plasmarne l’immagine, spesso sovrastando le voci locali. Oggi l’identità di Alicudi si configura in un equilibrio tra tradizione e cambiamento, influenzata da trasformazioni demografi-che, dal turismo e da nuove narrazioni culturali, soprattutto quelle promosse da autrici contemporanee. Nel tentativo di descrivere l’“insularità reticolare” di Alicudi, lo studio ne definisce il ruolo di spazio al tempo stesso periferico e connesso, non solo all’interno dell’arcipelago, ma anche in un repertorio di immaginari si estende ben oltre i suoi confini geografici.

Il numero monografico, che qui presentiamo, traccia seppur in modo campionario, un profilo di cosa i geografi italiani pensano a tal proposito e di come procedono oggi, nell’analisi critica e nella progettazione del territorio, facendo emergere un’identità tutt’altro che incerta verso le prospettive transdisciplinari.

Geographies of the sacred: the sanctuary of the SS. Trinità of Vallepietra between tradi-tion, territorial identity, and new practices. – The Sanctuary of the Santissima Trinità of Vallepietra represents an emblematic place where faith, tradition, and new social and territorial practices converge. This study examines how this sacred space continues to hold strong spiritual significance while also embracing new dynamics related to slow and sustainable travel. Younger generations are rediscovering pilgrimage through paths that combine spirituality with a search for territorial authenticity, maintaining a strong connection with tradition. The “companies” of pilgrims, symbolically united by banners and the practice of gatherings, perpetuate an identity bond with the territory, reinterpreting their belonging through a lens of re-territorialization. In this context, events related to pilgrimages and gatherings of banners are seen as practices of reclaiming the territory, strengthening the bond with the local community, and reaffirming the collective meaning of the sacred site. The approach of the Holy Year 2025 and the extraordinary Jubilee of 2033 has renewed attention to these places, intensifying the process of re-territorialization and reinforcing the bond between spirituality and territory. This study shows that, although influenced by socio-cultural changes, sanctuaries remain focal points of collective identity and territorial relationships, able to evolve without losing their original religious significance.

La ristrutturazione del qanatscape come infrastruttura verde-blu-culturale delle città storiche nella regione arida dell’Iran. – Un’infrastruttura rispettosa dell’ambiente ha creato la civiltà delle terre aride dell’Iran circa 3000 anni fa, il sistema idrico Qanat, una struttura creata dall’uomo che consiste in tunnel sotterranei che partono da falde acquifere alluvionali alla testa delle valli e che conducono l’acqua su lunghe distanze usando la gravità per irrigare le terre aride e piatte. Una visione olistica di un paesaggio basato sui qanat crea il termine “Qanatscape” per concettualizzare le caratteristiche paesag-gistiche uniche dei qanat, dalla scala del sito alla scala intermedia, il tutto nel contesto della scala regionale. Rivitalizzare il modello del Qanatscape significa scavare nell’ordine, nella gerarchia, nell’uso del suolo e nel ciclo ottimale dell’acqua e trovare un modo per migliorare lo sviluppo sostenibile e la qualità del paesaggio quotidiano.
Yazd è un caso di studio degno di nota in quanto si è evoluto dal modello del Qanatscape. Il paesaggio di Yazd è stato esaminato attraverso narrazioni orali e analisi/interpretazione di immagini di vecchie mappe, foto aeree e immagini satellitari periodiche per scoprire il modello. Infine, attraverso una ricostruzione critica, il Qanatscape viene proposto come infrastruttura “verde-blu-culturale” di città e villaggi storici aridi dell’Iran. Il modello può servire come modello per un uso più sostenibile dell’acqua in Iran, producendo cibo, qualità della vita e un senso di appartenenza e identità, soprattutto di fronte al cambiamento climatico.

Il libro dell’intellettuale, attivista per i diritti dei neri e femminista statunitense, può essere letto in due prevalenti chiavi di lettura: la prima, ed è quella che in questa sede maggiormente ci interessa, è di geografia umana; la seconda, che ha una caratterizzazione più politica e militante, è quella che concerne le rivendicazioni della propria identità legata ai luoghi e al senso di appartenenza che questi suscitano.

Eventi e festival nella promozione delle città secondarie da una prospettiva cognitivo-culturale: le grandi cinque città secondarie di eventi. – Nell’attuale contesto della New Economy e del Capitalismo Culturale Cognitivo, le città non competono esclusivamente per l’attrazione di flussi economici, ma sono piuttosto necessarie particolari forme di capitale culturale strettamente legate al turismo e al tempo libero, che ne enfatizzino prestigio, reputazione e identità. Si ritiene che eventi e festival culturali siano diventati indicatori statistici rappresentativi per valutare il sistema urbano globale da una prospettiva cognitivo-culturale. Seguendo una metodologia quantitativa implementata nella ricerca precedente, anche se ora ampliata e perfezionata, i risultati corroborano alcuni fatti significativi: i) la necessità di studiare il sistema urbano globale da una prospettiva multidimensionale, al di là dei criteri economici; ii) la necessità di concentrarsi non solo sulle principale città globali ma anche su quelle secondarie con particolare attenzione alle cosiddette “Big Five Secondary-Eventful Cities” che, grazie a questi eventi, sono culturalmente radicate nel panorama globale palcoscenico; iii) si conferma l’efficacia degli eventi sportivi e culturali in termini di posizionamento per le città ospitanti in una prospettiva cognitivo-culturale.

Contrastare la stagionalità delle Alpi italiane con la cultura. Il caso dei forti di Exilles e Bard. – La capitalizzazione in chiave turistica della cultura e del patrimonio culturale è fondamentale per la crescita economica e lo sviluppo dei luoghi. Allo stesso tempo, però, l’industria del turismo rimane ancorata a una definizione intrinsecamente urbana di patrimonio culturale, da cui sono esclusi i beni e i paesaggi di tipo naturale. Coerentemente con queste premesse, il documento indaga il potenziale di una definizione ampia di turismo culturale (che comprende, oltre agli edifici, alle infrastrutture storiche e agli asset immateriali, anche i beni naturali costitutivi dell’identità della destinazione) come mezzo per contrastare la stagionalità delle destinazioni montane. Nel fare ciò, sono quindi presentati i casi di studio del Piemonte e della Valle di Susa e della valorizzazione in chiave turistica e culturale del Forte di Exilles e del Forte di Bard (in Valle d’Aosta). Il contributo termina con la discussione di alcune principali indicazioni pratiche e teoriche sulle potenzialità e i limiti del turismo dei grandi contenitori culturali rispetto alle sfide della stagionalità e della sostenibilità.

Con il ritorno dei flussi turistici ai livelli pre-Covid (UNWTO, 2022a, 2024), nell’estate del 2024 è tornata a diffondersi una percezione del turismo, che mette in evidenza l’insofferenza delle comunità locali per gli effetti del sovraffollamento turistico sulla qualità della vita, la perdita di identità dei luoghi, la gentrification delle città, l’usura delle risorse naturali, in particolare quelle idriche, e l’enorme produzione di rifiuti.

Major events and local identity. The case of “la notte della taranta” in Salento. – Major events are often created to enhance or regenerate territorial attractiveness. The goal is not only to maximize the economic and employment impacts that can directly affect the event itself but also to attract the attention of investors, tourists, and institutions to invest resources and projects in the territory. In reality, these events, in addition to their attractiveness purposes, also have generative purposes, potentially contributing to strengthening the sense of belonging within the local community, territorial cohesion, and, consequently, the affective and financial investment of individual inhabitants as well as the community as a whole. This contribution, starting from the analysis of the summarised interpretative framework, aims to evaluate the effects of the Notte della Taranta on the territory and the Salento identity over a quarter of a century.

"The secular city, the religious city (1870-1915); The Shadow of the Capital: the impact of the capital's relocation on the geography of Rome and Italy 150 years later; From Rome Capital to the G-20. Identity, protection and conservation of the archaeological and architectural heritage"

Identity and geopolitics of Europe. The "fourth side" of the triangle Russia, United States, China

From “Italia dei barconi” to “Italia dei balconi”. National identity at the time of Covid-19. - This work is part of the debate known as «Media Geography» (Zimmermann, 2007; dell‟Agnese, 2011) and it aims to critically investi-gate the collective processes of identity narratives produced by the crisis developed by the Covid-19 emergency in Italy. These processes are identified in the media mainstream narratives of the sense of a common belonging and representation (Foucault, 1980; Schwartz, 2008). The survey takes into consideration the period February-April 2020 and it has identified a chronology of “Us”, structured as follows: “Us and Them”, “Us”, “Us and us”, through a semiotic and visual approach, a structure that encourages us to reflect on the contrast between local and global. Finally, the close link between politics and identity narration is highlighted: through the media, it tends to build images that activate and orient collective narration, confirming that «the ideological mobilization of identity concerns the images of identity rather than identity itself» (Pollice, 2005).




Il mio articolo riguarda l’arte contemporanea. Partendo dal presupposto che le carte geografiche siano espressione di potere e strumenti per costruire le identità politiche e nazionali, la mia ricerca esamina lavori artistici che, in qualche modo vi corrispondono.
Analizzerò tra gli altri, alcuni lavori di Maja Bajevic, Mona Hatoum, Zarina Hashmi, in cui l’uso della mappa è espressione visuale delle pratiche discorsive del potere: questi lavori mettono in scena con diversi strumenti, il meccanismo che unisce rappresentazione geografica e potere politico, rendendo visibile la costruzione del simbolico. L’arte permette di discutere in modo critico quanto le esperienze e le rappresentazioni siano parte del complesso processo in divenire, nel tempo e nello spazio, costruito dal discorso egemonico e anti egemonico. L’arte contempora-nea diventa per me strumento di analisi della relazione tra diversi tipi di rappresentazione e la costruzione del potere.



La questione del confine nazionale italiano, dall'unificazione al primo dopoguerra, si intreccia, dentro e fuori l'accademia, con il progresso delle scienze geografiche e della rappresentazione cartografica.

L'articolo muove dalle definizioni di territorio, regione e confine, elaborate da Giovanni (1846-1900) e Olinto (1876-1926) Marinelli al giro del secolo XX e discute il contributo delle loro idee al disegno del confine nord-orientale dell'Italia. La disputa interessava le aree mistilingue o storicamente legate all'influenza culturale italiana che erano rimaste al di fuori dei confini nazionali dopo il 1866. In primo luogo Trento, l'Istria e Trieste, ma oggetto del contendere erano anche i territori di Bolzano e Merano, a nord della chiusa di Salorno, e la Dalmazia, da Fiume a Spalato.

Punto centrale è l'analisi del concetto di linea di spartiacque, che esula dalla mera lettura geo-morfologica, per indagarne gli aspetti sociali e culturali che si legano ad un discorso scientifico europeo e transnazionale. Lo sforzo della geografia di superare l'idea di confine areale, delineato da Friedrich Ratzel, per giungere a demarcare linee precise e cartografabili, si relaziona al processo politico e militare, attuato dallo Stato, per stabilire confini sicuri e comprendenti aree il più possibile omogenee dal punto di vista culturale. In questo contesto la cartografia svolge un duplice ruolo: da un lato, archetipo che condiziona e uniforma le scienze geografiche, dall'altro, strumento mediatico e di propaganda per la diffusione di concetti spaziali e politici. Oltre all'esame delle opere geografiche, questo articolo svolge uno studio critico della produzione cartografica coeva, attuando anche un paragone con le coeve teorie prodotte dalla geografia nel mondo tedesco.

Il paradigma geografico e i processi territoriali che ne conseguono contribuiscono così alla definizione e all'affermazione di un'identità nazionale.


New rurality and geographic food. A "filosofale" formula  for Abruzzo. – Geographic food is an expression that indicates the deep relationships between territory and eating costums. More precisely, in regard to the current post-modernity, it defines the need of recovering the cultural identities in the sphere of the concepts of place and collective tradition. Such need, which derives in a reactive way from the tendencies of uniformity produced by the mass consumption, can be considered always more as the way of escape deriving from the bottom that works against the processes of globalization and industrialization of the cultural products. Including those related to the field of food and eating customs.
In Abruzzo, the places of contemporary rural context do not seem to escape from such phenomenon. It is clearly proved by the rediscovery of old culinary habits in relation to the farming and pastoral past, the recovery of the agricultural biodiversity, the commercial achievement of local and traditional products, which is noticeably manifested through the country festivals, the proliferation of the country style wine and food places and the increasing diffusion of the farm holiday procedures. 


Carmen Bizzarri Dinamiche spaziali e cambiamenti socio-economici del turismo urbano in Italia   Abstract Nel turismo una delle innovazioni, che in questi ultimi decenni ha assunto grande rilievo,  è la pratica del “turismo urbano”. Questo contributo intende individuare le caratteristiche e gli effetti di questa innovazione, che ha avviato profonde trasformazioni nelle città. Il nuovo“turismo urbano è quella forma di turismo che cerca di dare al turista quella good experience derivante,  oltre che dalla visita dei monumenti, di musei o dei beni culturali, anche dal godimento della città nella sua interezza, dalle attività ludiche e di intrattenimento a quelle più strettamente legate alla identità culturale di quel tessuto urbano. L'innovazione è data dalla presenza di una serie di attività e di servizi, che sono sempre più diversificate e livellate a seconda delle peculiarità e delle esigenze del turista. Queste nuove attrazioni mettono in gioco, peraltro, nuove realtà localizzative  in quanto si insediano nelle periferie delle città, diffondendo il turismo anche tra i cittadini ivi residenti. Il centro delle città diventa così più vivibile: tuttavia nelle periferie le attività turistiche possono comportare anche svantaggi notevoli, soprattutto ai residenti. L'analisi geografica ed economica, che qui viene adottata, vuole evidenziare come questa nuova pratica di turismo urbano può comportare notevoli mutamenti  territoriali spesso inosservati ai responsabili dell'assetto del territorio.