Geopolitics of Contagion. The Future of Democracies and the New World Order after Covid-19
Spaces of Exception. Geographical Reflections on Viruses and Freedom
Il Pianeta Cattolico. Una Geografia culturale
Mural maps. Preliminary remarks on the little known case of Villa Mondragone. – Mural maps are a typical tradition of the XVIth Century cartography in the Italian context as symbols of knowledge, power and geopolitical struggle. While the main examples of the “Galleria delle carte geografiche” in Vatican and the “Sala della Cosmografia” in the Palazzo Farnese in Caprarola have been well studied, in the Villa Mondragone, near Rome, there is a later example dated XIX Century which seems to follow the same tradition with different aims. It was the Sala Ciampi, which was part of the Collegium animated by the Jesuits. Nowadays the two mural maps are in very poor conditions, but old postcards remind us how the Sala appeared during the 20’s and 30’s. This contribution represents a first approach in the study of the origins of those maps in the context of the late Renaissance Villa Mondragone, which can emerge other research interests.
The Impact of Covid-19 on “Tourism Globalisation”
Recensione a
Ernesto C. Sferrazza Papa, Le Pietre e il Potere. Una critica filosofica dei muri, Milano-Udine, Mimesis, 2020.
Ernesto Massi and Italian Geopolitics. A “Simbiotic” Report. – In Italy, “geopolitics” was born, grew and fully matured alongside the figure of Ernesto Massi. Their relationship was basically symbiotic and covered a substantial part of the last century. Geopolitical discipline in Italy, as is known, saw its affirmation with Massi and Giorgio Roletto and later developed in other countries (first Germany and France, but then Great Britain and the United States), thus emerging as a fully autonomous school with its own raison d'être.
Il proposito di regolare il corso del fiume Adige nella contea austriaca del Tirolo risale alla seconda metà del XVIII secolo. Diversi progetti si susseguirono nel corso del tempo e i lavori furono finalmente conclusi entro la fine del XIX secolo.
Nello stesso periodo molti altri fiumi europei - come il Reno in Germania - furono interessati da progetti similari. Le aree paludose non erano soggette a misure catastali, eludendo la tassazione. La loro presenza, poi, ostacolava i movimenti delle truppe e rendeva difficile la costruzione di fortificazioni stabili, perciò pregiudicando l’ordine disciplinato che era necessario per stabilire un moderno stato territoriale. Sin dal Rinascimento lo sviluppo delle tecniche cartografiche assieme al progresso delle inchieste statistiche permise l’attuazione di un nuovo ordine territoriale. Mappe e dati statistici non erano soltanto il mezzo per la realizzazione dei progetti ma divennero lo strumento archetipico di una radicale trasformazione del territorio. Strade e canali rettilinei, terre bonificate divennero la manifestazione materiale delle linee disegnate sulle carte. Non fu un caso che la rettificazione dell’Adige si legò alla costruzione della Brennerbahn, il collegamento ferroviario fra Verona e Innsbruck.
Lo stesso processo riguardò i confini proprietari, amministrativi e politici: lo stato territoriale moderno, infatti, concepì allo stesso modo le grandi opere di bonifica, l’appropriazione del suolo e la determinazione dei confini. Questo articolo esamina i diversi progetti di sistemazione dell’Adige con la relativa cartografia che, nel corso di un secolo, trasfor-marono radicalmente la geografia della Val d’Adige.